
La Tessera Sanitaria (TEAM) e l’assicurazione base della carta di credito sono spesso un miraggio di protezione. In Europa, la vera sicurezza inizia dove la loro copertura finisce.
- La TEAM non copre il rimpatrio sanitario, il soccorso in montagna e le spese in cliniche private, costi che possono raggiungere decine di migliaia di euro.
- Le polizze incluse nelle carte di credito hanno massimali spesso insufficienti e clausole di attivazione molto restrittive (es. pagamento 100% del viaggio con la carta).
Raccomandazione: Analizza il tuo viaggio (destinazione + attività) per definire un massimale su misura e leggi attentamente le clausole di esclusione (condizioni preesistenti, sport) prima di sottoscrivere qualsiasi polizza.
La domanda che ogni viaggiatore italiano si pone prima di partire per l’Europa è sempre la stessa: « Serve davvero un’assicurazione di viaggio o basta la Tessera Sanitaria Europea (TEAM)? ». È un dubbio legittimo, alimentato dall’idea che lo spazio comune europeo ci offra una rete di sicurezza sanitaria quasi totale. In un Paese dove la spesa sanitaria privata diretta è una realtà tangibile per molti, con una media per persona superiore a quella europea, l’idea di aggiungere un altro costo al viaggio viene ponderata con attenzione.
La risposta più comune oscilla tra un ottimistico « la TEAM è sufficiente » e un generico « meglio non rischiare ». Ma entrambe queste posizioni ignorano il punto cruciale. Il problema non è tanto *se* fare un’assicurazione, ma capire che le protezioni che crediamo di avere – la TEAM e le garanzie delle carte di credito premium – sono spesso « coperture fantasma », piene di crepe invisibili e clausole nascoste che emergono solo nel momento del bisogno.
Questo articolo non si limiterà a ripetere l’importanza di viaggiare sicuri. In qualità di consulente specializzato, il mio obiettivo è fornirti gli strumenti per smascherare queste false sicurezze. Ti guiderò a distinguere le garanzie essenziali da quelle superflue, a decifrare le clausole che possono annullare un rimborso e a calcolare la copertura di cui hai *realmente* bisogno, senza pagare un euro in più del necessario.
Analizzeremo insieme le differenze concrete tra le varie opzioni, esamineremo i rischi specifici legati alle diverse destinazioni e attività in Europa e ti forniremo una guida pratica per costruire una protezione che sia davvero efficace. Perché un viaggio sereno non si basa sulla speranza che non accada nulla, ma sulla certezza di essere preparati a tutto.
Sommario : Guida pratica all’assicurazione di viaggio per l’Europa
- Assicurazione viaggio dedicata vs carta di credito: quale protegge meglio un viaggio di 10 giorni?
- Le 4 clausole che il 60% dei viaggiatori non legge e che annullano il rimborso in caso di sinistro
- Perché la tessera sanitaria europea non copre il 70% delle spese mediche reali in caso di emergenza?
- Come calcolare il massimale di copertura sanitaria necessario per il tuo tipo di viaggio europeo?
- Entro quanti giorni dalla prenotazione attivare l’assicurazione per essere coperti dall’annullamento viaggio?
- Perché l’assicurazione viaggio standard non copre il 90% degli incidenti durante trekking e sport d’avventura?
- Le 3 bandiere rosse che rivelano un annuncio falso su Booking e Airbnb nel 90% dei casi
- Come prepararsi a un’avventura naturale in Europa senza sottovalutare i rischi reali del territorio?
Assicurazione viaggio dedicata vs carta di credito: quale protegge meglio un viaggio di 10 giorni?
Una delle « coperture fantasma » più comuni è quella offerta dalle carte di credito premium. L’idea di avere una protezione inclusa è allettante, ma raramente regge a un’analisi approfondita, specialmente per un viaggio, anche breve, in Europa. Mentre una polizza dedicata è un prodotto costruito su misura per il viaggiatore, l’assicurazione della carta di credito è spesso un accessorio di marketing con limiti operativi significativi. Il confronto diretto rivela lacune che possono costare molto care.
La differenza più evidente risiede nei massimali per le spese mediche e nel rimpatrio sanitario. Una polizza dedicata offre coperture che partono da 500.000€, arrivando a milioni, e include sempre il rientro sanitario con aereo specializzato se necessario, un costo che può superare i 50.000€. Le carte di credito, al contrario, hanno spesso massimali molto più bassi e il rimpatrio è quasi sempre escluso o limitato a cifre irrisorie. Il quadro seguente evidenzia le differenze chiave.
| Aspetto | Polizza Dedicata | Carta di Credito Premium |
|---|---|---|
| Massimale spese mediche Europa | €500.000 – €1.000.000 | Variabile, spesso limitato |
| Rimpatrio sanitario | Incluso, illimitato | Spesso escluso o limitato |
| Annullamento viaggio | Fino a €2.000-€6.000 | Solo se viaggio pagato 100% con carta |
| Bagaglio smarrito | Fino a €1.500-€3.500 | Fino a €2.000 con franchigie alte |
| Assistenza 24/7 in italiano | Sì, centrale operativa dedicata | Limitata o non in italiano |
| Attivazione | Sottoscrizione diretta | Solo se 100% spese con carta |
Un altro aspetto cruciale è la centrale di assistenza 24/7. Con una polizza dedicata si ha accesso a un team di specialisti che parla italiano, organizza il ricovero, garantisce i pagamenti e gestisce il rimpatrio. L’assistenza legata alla carta di credito è spesso un call center generico, non specializzato in emergenze mediche internazionali. Per un viaggio di 10 giorni, l’illusione del « tutto incluso » della carta di credito svanisce di fronte alla solidità e alla specificità di una polizza viaggio dedicata, l’unica che garantisce una reale tranquillità.
Le 4 clausole che il 60% dei viaggiatori non legge e che annullano il rimborso in caso di sinistro
Il paradosso del viaggiatore moderno è evidente: un’indagine ha rilevato che sebbene il 72% degli italiani riconosca l’importanza dell’assicurazione viaggio, solo il 30% la acquista effettivamente. E di quel 30%, una frazione ancora minore si addentra nella lettura delle clausole di esclusione, le vere « trappole nascoste » che possono trasformare una polizza apparentemente solida in un pezzo di carta inutile. Conoscere queste clausole non è pignoleria, è la prima forma di autodifesa.
Queste esclusioni sono scritte in un linguaggio legale complesso, ma si possono riassumere in quattro macro-categorie che ogni viaggiatore dovrebbe memorizzare. Ignorarle significa esporsi al rischio concreto di vedersi negare un rimborso proprio quando se ne ha più bisogno, anche in buona fede. L’immagine di un contratto con il testo in piccolo è l’emblema perfetto di dove si annida il rischio.

Ecco le 4 trappole contrattuali più comuni che devi imparare a riconoscere:
- Condizioni Mediche Preesistenti: Questa è la causa numero uno di diniego. Se nei 60-90 giorni prima di stipulare la polizza hai avuto una diagnosi, hai fatto una visita specialistica per un nuovo sintomo o ti è stato prescritto un nuovo farmaco, qualsiasi problema di salute correlato durante il viaggio non sarà coperto.
- Eventi Noti (Foreseeability): Non puoi assicurarti per un evento che è già nell’aria. Se prenoti un viaggio sapendo che è stato annunciato uno sciopero aereo o che una destinazione è a rischio per condizioni meteo estreme, l’assicurazione non ti rimborserà l’annullamento. La copertura vale solo per eventi imprevisti e imprevedibili.
- Mancanza di Ragionevole Cautela (Reasonable Care): Hai lasciato la borsa incustodita sulla sedia del bar e te l’hanno rubata? L’assicurazione potrebbe non rimborsarti. Se un comportamento imprudente o negligente da parte tua ha contribuito al sinistro (furto, incidente), la compagnia può usare questa clausola per negare il rimborso.
- Esclusione per Consumo di Alcol: Se subisci un infortunio e il referto medico menziona la presenza di alcol nel sangue (anche in quantità moderate e legali), molte polizze annullano automaticamente la copertura per le spese mediche. È una clausola spietata e molto diffusa.
Perché la tessera sanitaria europea non copre il 70% delle spese mediche reali in caso di emergenza?
La Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM) è uno strumento straordinario, ma la sua funzione è quasi sempre fraintesa. Non è un’assicurazione di viaggio. La sua promessa è semplice: garantire l’accesso alle cure sanitarie pubbliche di un altro stato membro dell’UE/SEE « alle stesse condizioni e allo stesso costo (gratuitamente in alcuni casi) dei cittadini di quel paese ». Ed è proprio qui che si nasconde il problema. « Alle stesse condizioni » significa anche pagare gli stessi ticket, partecipare alla spesa e, soprattutto, non avere alcuna copertura per la sanità privata.
In molti paesi europei, il sistema sanitario pubblico prevede compartecipazioni alla spesa (ticket) molto più elevate rispetto all’Italia. Inoltre, in caso di emergenza in zone turistiche o durante i weekend, l’unica opzione disponibile potrebbe essere una clinica privata, i cui costi non sono minimamente coperti dalla TEAM. Secondo i dati Eurostat, in Italia la spesa sanitaria « out-of-pocket », cioè a carico diretto dei cittadini, rappresenta una quota significativa. Questo dato ci fa capire che anche nel nostro sistema, non tutto è gratuito, e lo stesso vale all’estero, a volte in misura maggiore. I dati mostrano che in Italia la spesa sanitaria a carico diretto è alta, rappresentando circa il 22,3% del totale, secondo i dati Eurostat 2024.
Ma i veri « buchi neri » della copertura TEAM, quelli che costituiscono la maggior parte dei costi reali in un’emergenza seria, sono tre:
- Il rimpatrio sanitario: Se un infortunio grave o una malattia ti impedisce di tornare a casa con un volo di linea, la TEAM non copre in alcun modo il costo di un volo sanitario assistito. Questa spesa può variare da 15.000€ a oltre 50.000€ all’interno dell’Europa.
- Le spese di ricerca e soccorso: Un incidente durante un’escursione in montagna che richiede l’intervento dell’elisoccorso? I costi, che possono ammontare a migliaia di euro, sono completamente a tuo carico.
- La sanità privata: Come accennato, se l’unica struttura disponibile è privata o se scegli di affidarti a un medico privato per una seconda opinione o cure più rapide, la TEAM non ti rimborserà un solo centesimo.
La TEAM è una rete di sicurezza fondamentale, ma è una rete con le maglie molto larghe. Copre la prima emergenza in un ospedale pubblico, ma lascia scoperti tutti i costi accessori che, in caso di evento grave, rappresentano la fetta più grande della spesa totale.
Come calcolare il massimale di copertura sanitaria necessario per il tuo tipo di viaggio europeo?
Una volta compreso che un’assicurazione sanitaria è necessaria, la domanda successiva è: « Quanto? Quale massimale scegliere? ». Molti si limitano a scegliere la polizza più economica, senza considerare che un massimale troppo basso può essere inutile quanto non avere nessuna assicurazione. La scelta del massimale non dovrebbe basarsi sul prezzo, ma seguire un « Principio del Massimale Dinamico », che adatta la copertura a due variabili fondamentali: la destinazione e le attività previste.
Non tutti i paesi europei hanno gli stessi costi sanitari. Viaggiare in Svizzera, Norvegia o nel Regno Unito, dove la sanità è estremamente costosa, richiede un massimale molto più alto rispetto a un weekend in Spagna o Portogallo. Allo stesso modo, un viaggio dedicato al relax in città presenta un profilo di rischio diverso da una settimana bianca sulle Alpi o un tour di trekking in quota, dove il rischio di incidenti e la necessità di soccorsi speciali fanno lievitare i potenziali costi.
La tabella seguente offre un metodo pratico per calcolare un massimale di partenza adeguato al tuo specifico viaggio, partendo da una base e aggiungendo dei « bonus » in base a destinazione e attività. Questo approccio ti aiuta a non pagare per una copertura eccessiva quando non serve, e a essere adeguatamente protetto quando il rischio aumenta.
| Tipo di Viaggio | Massimale Base Consigliato | Bonus Destinazione | Bonus Attività | Massimale Finale |
|---|---|---|---|---|
| Weekend città Europa Sud | €500.000 | +0% | +0% | €500.000 |
| Viaggio Svizzera/Norvegia/UK | €500.000 | +50% | +0% | €750.000 |
| Settimana bianca sci Alpi | €500.000 | +30% | +100% | €1.300.000 |
| Trekking alta quota | €500.000 | +30% | +100% | €1.300.000 |
| Viaggiatore over 65 qualsiasi destinazione | €500.000 | Variabile | Variabile | Minimo €1.000.000 |
Per un viaggiatore standard in una capitale europea, un massimale di 500.000€ può essere sufficiente. Ma se quel viaggio include attività sportive o si svolge in un paese con costi sanitari elevati, raddoppiare o triplicare quel massimale diventa una scelta prudente e necessaria. Per i viaggiatori over 65, a causa del maggior rischio statistico, è sempre consigliabile optare per massimali non inferiori a 1.000.000€, indipendentemente dalla destinazione europea.
Entro quanti giorni dalla prenotazione attivare l’assicurazione per essere coperti dall’annullamento viaggio?
La garanzia di annullamento viaggio è una delle coperture più desiderate, ma anche una delle più soggette a restrizioni temporali. Molti viaggiatori commettono l’errore di pensare di poterla stipulare in qualsiasi momento prima della partenza, scoprendo troppo tardi che la sua efficacia dipende interamente dal tempismo della sottoscrizione. La regola d’oro è semplice: prima si stipula, maggiore è la protezione.
Il principio di base è che non ci si può assicurare per un evento negativo che è già probabile o che è già accaduto. Per questo, le compagnie assicurative impongono finestre temporali molto precise. Attendere l’ultimo minuto significa, nella maggior parte dei casi, acquistare una garanzia annullamento che non coprirà quasi nulla. La causa che porta all’annullamento (una malattia, un infortunio, un lutto) deve infatti verificarsi *dopo* la data di stipula della polizza per essere considerata valida.
Per non commettere errori e massimizzare la copertura, è fondamentale seguire una timeline precisa. Questo piano d’azione ti aiuterà a capire i momenti critici e a scegliere il momento giusto per agire, trasformando una semplice spesa in un investimento per la tua tranquillità.
Piano d’azione per una copertura annullamento efficace
- Attivazione ideale (entro 24 ore): Sottoscrivi la polizza entro 24 ore dalla prenotazione del primo servizio (es. il volo). Questo ti garantisce l’accesso alle coperture più complete, incluse cause di annullamento che altre polizze escludono, e massimizza il periodo di copertura.
- Finestra standard (entro 3-7 giorni): Se non riesci subito, hai ancora una finestra di qualche giorno per ottenere una copertura annullamento base. Verifica le condizioni della compagnia, poiché molte impongono questo limite massimo dal momento della prenotazione.
- Verifica della causa scatenante: Ricorda la regola fondamentale: la causa dell’annullamento (es. diagnosi di una malattia) deve sempre essere successiva alla data di sottoscrizione della polizza. Se ti ammali il lunedì e stipuli la polizza il martedì, non sarai coperto.
- Controllo dei limiti della compagnia: Alcune compagnie, come AXA Partners Italia, specificano chiaramente che la garanzia annullamento è valida solo se la prenotazione non è avvenuta più di 5 giorni prima della stipula. Controlla sempre questo dettaglio.
- Scadenza ultima: Sebbene l’ideale sia agire subito, la maggior parte delle polizze può essere stipulata fino a 24 ore prima della partenza, ma spesso la garanzia annullamento sarà molto limitata o non disponibile. Stipulare contestualmente alla prenotazione è sempre la scelta migliore.
In sintesi, considerare l’assicurazione annullamento come l’ultimo tassello della pianificazione è l’errore più comune e costoso. Dovrebbe essere il primo, da attivare insieme alla conferma del volo o dell’hotel. Solo così si può essere sicuri che l’investimento fatto per il viaggio sia protetto fin dal primo giorno.
Perché l’assicurazione viaggio standard non copre il 90% degli incidenti durante trekking e sport d’avventura?
Il mercato dei viaggi sta cambiando. Sempre più persone cercano esperienze attive e a contatto con la natura, un trend in crescita come dimostrano le previsioni di mercato che stimano un aumento del 7,92% annuo fino al 2030 per il settore, trainato proprio dai viaggiatori che praticano attività outdoor. Tuttavia, la maggior parte di questi viaggiatori parte con una polizza standard, ignorando che questa, per definizione, non copre le attività considerate « a rischio » dalle compagnie assicurative. Il risultato è una pericolosa illusione di sicurezza.
Il motivo è puramente statistico: per una compagnia, il rischio associato a una persona che fa trekking in alta montagna o si arrampica su una parete rocciosa è esponenzialmente più alto rispetto a chi visita un museo. Di conseguenza, le polizze base escludono sistematicamente questi rischi per mantenere i premi accessibili alla massa. La copertura per sport e avventura non è un optional, ma una tipologia di polizza completamente diversa, con logiche e costi specifici. La distinzione più comune, e spesso fraintesa, è quella tra « escursionismo » e « trekking ». L’escursionismo su sentieri segnalati e a bassa quota (solitamente sotto i 2.000/2.500 metri) è quasi sempre incluso. Il trekking in alta quota, l’alpinismo, il canyoning o anche solo l’uso di una e-bike su sentieri sterrati, invece, richiedono estensioni specifiche.
Un incidente in queste circostanze comporta costi che una polizza standard non affronterebbe mai, come il soccorso e recupero con elicottero (che può costare da 3.000€ a 5.000€ per un singolo intervento), la responsabilità civile per danni causati a terzi con attrezzatura sportiva o le cure mediche specialistiche per traumi complessi. Partire per un’avventura naturale senza una copertura adeguata significa scommettere sulla propria fortuna, ignorando i rischi reali del territorio.
Le 3 bandiere rosse che rivelano un annuncio falso su Booking e Airbnb nel 90% dei casi
Nell’era digitale, la pianificazione del viaggio si è spostata online, ma con la comodità sono aumentati anche i rischi di truffe. Prenotare un appartamento che non esiste o che è drasticamente diverso dalle foto è un’esperienza frustrante che può rovinare una vacanza. Ma dal punto di vista assicurativo, la situazione è ancora più complessa. È fondamentale capire che la maggior parte delle polizze di annullamento viaggio non copre le truffe.
Qui entra in gioco una distinzione legale cruciale, che le compagnie applicano con rigore. Essere vittima di una truffa non è come subire il « fallimento del fornitore ». Se una compagnia aerea o una catena alberghiera fallisce, la polizza può intervenire. Ma se si invia denaro a un truffatore, la questione diventa molto più spinosa.
Studio di caso: la differenza tra « fallimento del fornitore » e « truffa »
Le polizze di annullamento viaggio standard coprono il ‘fallimento del fornitore’ (es. una compagnia aerea che dichiara bancarotta) come causa valida per un rimborso. Tuttavia, la ‘truffa’ tramite un annuncio falso su una piattaforma online NON rientra in questa categoria. Alcune compagnie offrono un’estensione specifica, spesso chiamata « Protezione Truffe Online », che può coprire la perdita dell’anticipo versato per un alloggio fantasma. Per attivarla, però, sono richieste condizioni molto rigide: bisogna sporgere denuncia alle autorità entro 24-48 ore, dimostrare di aver utilizzato i canali di pagamento ufficiali della piattaforma (mai bonifici diretti) e provare di aver tentato di recuperare i fondi tramite la piattaforma stessa. Inoltre, il rimborso è quasi sempre limitato a una cifra modesta (€500-€1.000) e soggetto a franchigia.
La migliore assicurazione contro le truffe è la prevenzione. Imparare a riconoscere i segnali di allarme è essenziale. Ci sono tre « bandiere rosse » che, nella maggior parte dei casi, indicano un annuncio sospetto:
- Richiesta di pagamento fuori piattaforma: È il segnale più inequivocabile. Se un host su Booking o Airbnb ti chiede di completare il pagamento tramite bonifico bancario, Western Union o qualsiasi altro metodo esterno, sta cercando di eludere le protezioni della piattaforma. Rifiuta sempre.
- Prezzo irrealisticamente basso: Un appartamento di lusso in centro città a un prezzo del 50% inferiore alla media di zona? È quasi certamente una trappola per attirare vittime. Fai sempre un confronto con annunci simili nella stessa area.
- Recensioni generiche o assenti e foto troppo perfette: Annunci senza recensioni o con recensioni molto vaghe e ripetitive sono sospetti. Incrocia le foto: se sembrano prese da un catalogo e non mostrano dettagli « reali », fai una ricerca per immagini su Google per vedere se sono state rubate da altri siti.
La tua vigilanza è la prima linea di difesa. Nessuna assicurazione potrà mai compensare completamente la perdita di tempo, denaro e serenità causata da una truffa evitabile.
Da ricordare
- La combinazione di Tessera Sanitaria (TEAM) e assicurazione della carta di credito è insufficiente, poiché esclude quasi sempre il rimpatrio sanitario e offre massimali inadeguati per i costi reali.
- Il massimale della polizza non deve essere scelto in base al prezzo, ma deve essere dinamico: va adattato alla destinazione (paesi con sanità costosa) e alle attività previste (sport, trekking).
- Leggere le clausole di esclusione (condizioni mediche preesistenti, sport praticati, eventi noti) è più importante che confrontare il prezzo, perché è lì che si determina la reale efficacia della polizza.
Come prepararsi a un’avventura naturale in Europa senza sottovalutare i rischi reali del territorio?
Prepararsi per un’avventura in Europa, che sia un trekking sulle Alpi, kayak lungo le coste portoghesi o un’esplorazione delle foreste in Scandinavia, richiede molto più che mettere nello zaino l’attrezzatura giusta. Una parte fondamentale della preparazione consiste nel comprendere i rischi specifici del territorio e assicurarsi di avere una rete di sicurezza adeguata. Sottovalutare questo aspetto significa esporsi a pericoli non solo fisici, ma anche finanziari.
Ogni ambiente naturale europeo ha le sue peculiarità e i suoi rischi. Un morso di vipera sulle Alpi, le correnti di marea in Bretagna, gli incendi estivi in Grecia o l’incontro con la fauna selvatica nel Nord Europa non sono eventualità remote, ma rischi concreti che richiedono coperture assicurative specifiche. Una polizza generica non farà distinzioni, ma una polizza efficace deve essere costruita su misura per la tua destinazione.
La tabella seguente è uno strumento di pianificazione essenziale. Collega alcune delle principali zone naturali europee ai loro rischi specifici e alla clausola assicurativa più importante da verificare, insieme a un’indicazione del massimale consigliato per affrontare l’avventura con la giusta tranquillità.
| Zona Europea | Rischi Naturali Specifici | Clausola Assicurativa Necessaria | Massimale Consigliato |
|---|---|---|---|
| Alpi (Italia, Francia, Svizzera, Austria) | Viperi, frane, valanghe, ipotermia | Ricerca e Soccorso + RC elevata | €1.500.000 medico + €500.000 RC |
| Coste Mediterranee (Grecia, Spagna, Portogallo) | Incendi estivi, colpi di calore, meduse | Spese mediche + Interruzione viaggio | €500.000 medico |
| Scandinavia (Norvegia, Svezia, Finlandia) | Fauna selvatica (orsi, lupi), ipotermia, zone remote | Ricerca e Soccorso + Spese mediche elevate | €1.000.000+ (costi sanitari molto alti) |
| Balcani (Albania, Montenegro, Bosnia) | Cani da pastore aggressivi, sentieri non segnalati, zone mine residue | RC verso terzi + Spese mediche | €500.000 RC importante |
| Coste Atlantiche (Normandia, Bretagna, Irlanda) | Correnti di marea pericolose, ipotermia in acqua | Soccorso marittimo + Spese mediche | €300.000-€500.000 |
In definitiva, costruire una rete di sicurezza su misura non significa essere pessimisti, ma responsabili. Significa trasformare l’ignoto da fonte di ansia a elemento di un’avventura eccitante ma controllata. La vera libertà in viaggio non deriva dall’assenza di rischi, ma dalla consapevolezza di aver fatto tutto il possibile per gestirli. Per mettere in pratica questi consigli, il prossimo passo consiste nel valutare le opzioni concrete e scegliere la polizza che meglio si adatta al tuo profilo di rischio specifico.
Domande frequenti su Assicurazione di viaggio in Europa
Qual è la differenza tra ‘escursionismo’ e ‘trekking’ nelle polizze assicurative?
L’escursionismo è generalmente coperto dalle polizze standard e riguarda camminate su sentieri segnalati sotto i 2.000-2.500 metri. Il trekking oltre questa altitudine richiede spesso un’estensione specifica e può essere escluso se supera i 3.000 metri senza supplemento.
Cosa include esattamente la copertura ‘Ricerca e Soccorso’?
La copertura Search and Rescue include il costo dell’elisoccorso in montagna (che può raggiungere €3.000-€5.000 per intervento), il soccorso alpino, e il trasporto d’urgenza dalla località remota all’ospedale. Questa garanzia NON è inclusa nelle polizze standard e richiede un’estensione ‘Sport d’avventura’ o ‘Sport invernali’.
Gli incidenti con attrezzatura sportiva sono coperti?
La maggior parte delle polizze standard NON copre incidenti causati da rottura di attrezzatura (e-bike, attrezzatura da arrampicata, sci). È necessaria un’estensione specifica che copra sia l’attrezzatura elettronica/sportiva sia la responsabilità derivante dal suo malfunzionamento.